VIDEO – Italia sì, Italia no, Italia bum

VIDEO – Italia sì, Italia no, Italia bum

DI DARIO RONZULLI – Ci siamo. L’Attesa quadriennale è finita. Stasera Brasile-Croazia dà il via al Mondiale: un evento unico nella storia dell’umanità perché niente come una Coppa del Mondo di calcio unisce popoli lontani tra di loro in una sola passione. Talmente coinvolgente che anche chi abitualmente non segue il calcio – per motivi più o meno comprensibili – si piazza davanti alla tv a fare il tifo. C’è anche chi si avventura in interessanti annotazioni tattiche sul perché il centrocampo a rombo triangolare della Spagna non regga l’urto dell’Australia sulle fasce: di solito è gente che il giorno prima faticava a distinguere un calcio di rigore dalla traversa.
Ma è un Mondiale e vale tutto. Ognuno di noi è pronto a crocifiggere Prandelli perché non ha portato Pepito Rossi, perché fa giocare Balotelli, perché ci vogliono quelli d’esperienza, perché bisogna dare spazio ai giovani, perché non ha convocato Guglielmo Sergione che nell’Acquatermale in 2a categoria ha fatto 459 gol solo nel girone di ritorno e ci avrebbe fatto vincere il Mondiale a mani basse.

Ok, torno serio. Credo che non siamo una squadra così disprezzabile come in molti pensano. Abbiamo dei leader riconosciuti – Buffon, Pirlo, De Rossi, Barzagli -, dei giocatori di qualità – Marchisio, Candreva, Verratti – e poi quelli che DEVONO fare la differenza. Uno su tutti: Balotelli. Volenti o nolenti, “dipendiamo” da lui e dalla sua voglia di essere protagonista. Viene da un’annata che definire sottotono è riduttivo: qualche perla qua e là ma nel complesso Mario è stato risucchiato dalle difficoltà del Milan. Ecco, il punto è proprio questo: non essendo ancora capace di trascinare la squadra da solo, Balo ha bisogno di grande fiducia attorno per elevare il suo rendimento. Prandelli non l’ha mai, almeno pubblicamente, messo in discussione come titolare e i compagni di maglia azzurra, soprattutto i veterani, sono con lui. Le premesse per vederlo al top insomma ci sono.

Balotelli-affonda-la-Germania_h_partbE se Balo non dovesse incidere? Immobile scalpita, Cassano sembra immerso totalmente nel ruolo di colui che entra a gara in corso per sparigliare le carte e non sottovaluterei l’impatto che possono avere la corsa di Cerci e la voglia di Insigne. Le alternative, quindi, non ci mancano. Inutile, a parer mio, tornare adesso sul “doveva portare Tizio/Caio”: i 23 sono questi e questi dobbiamo tifare. Prandelli si è assunto ovviamente le proprie responsabilità e giustamente difenderà le sue scelte fino all’ultimo. Sperando che questo ultimo sia a luglio.

Nella gara con l’Inghilterra ci giochiamo già tanto. Battere gli inglesi, pericolosi ma con tantissime incognite, ci darebbe tanta fiducia e una vittoria con il Costa Rica – perché se non battessimo i costaricani non meriteremmo di passare il turno, Nuova Zelanda docet – ci lancerebbe alla sfida con l’Uruguay con il primo posto in palio. A quel punto l’ottavo sarebbe con la seconda del girone C, ovvero una tra Colombia, Grecia, Costa d’Avorio e Giappone. Nessuna avversaria irresistibile, tutte alla portata di un’Italia concentrata sull’obiettivo. Passato l’ostacolo, se la Spagna avrà fatto il suo ci sarà la riedizione della finale di Euro 2012. E qui mi fermo perché ho già corso troppo in là. Tornando al punto di partenza: una sconfitta con i sudditi di Elisabetta II complicherebbe di certo il nostro cammino quindi massima attenzione alla sfida di Manaus.

Pur essendo conscio che camminiamo su un filo molto sottile, non nascondo di essere moderatamente ottimista. Abbiamo le possibilità di fare un Mondiale da ricordare – in modo positivo, beninteso! – in un’edizione in cui al via ogni big ha i suoi punti interrogativi: il Brasile ha la pressione del dover vincere per forza, la Spagna deve inserire Diego Costa in un sistema che fino ad ora non ha previsto un giocatore del genere in attacco, l’Argentina è esplosiva in attacco ma ha una difesa da film horror, la Germania si affida ai suoi talentuosi centrocampisti ma ha tanti fantasmi sulle spalle tra finali perse e trofei che mancano dal ’96, la Francia ha perso la leadership e la classe di Ribery. E non dimentichiamo il clima, che può creare problemi fisici a più di qualcuno lasciando strada per possibili sorprese: Belgio, Colombia, Giappone, Russia…

Ora vi saluto: devo riempire il frigo con le birre d’ordinanza. Buon Mondiale e Forza Azzurri!

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