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Le squalifiche? Maestrelli diceva che…

Le squalifiche? Maestrelli diceva che…

Pirazzini

DI GIANNI PIRAZZINI – Ben ritrovati amici tifosi del Foggia. Oggi siamo costretti a parlare di una sconfitta, la prima dopo dodici giornate di imbattibilità dei rossoneri. Chiariamo subito: uno stop, seppur inatteso, ci può stare. Anzi, vi dirò di più, perdere può far addirittura bene se il Foggia farà tesoro degli errori commessi e se tutti ritorneranno con i piedi per terra.

L’ANALISI – Nella sconfitta di Aversa emerge un dato inequivocabile. Il Foggia ha fatto la partita anche in nove uomini, ha lottato fino alla fine dimostrando di non voler perdere e questo è un segnale positivo, dal quale si può e si deve ripartire. Purtroppo la partita di Aversa è nata male fin dal primo minuto, con gli avversari in vantaggio alla prima azione dopo il calcio d’inizio. Per loro, una volta raggiunto il vantaggio, è stato facile impostare la partita su difesa e contropiede. Nonostante le avversità il Foggia si è impegnato ed è pervenuto al meritato pareggio con Giglio… ma la sfortuna ci ha messo lo zampino. La deviazione di D’Angelo su tiro di Galizia ha avuto il sapore dell’amara beffa per i rossoneri, concentrati nello sforzo di sovvertire l’inerzia della gara. Gli errori che sono derivati da questa situazione io li etichetterei come “ordinaria amministrazione”, vale a dire errori figli del nervosismo di una partita in cui niente va per il verso giusto.

L’ARBITRO – Ho rivisto le immagini del rigore concesso all’Aversa. Francamente mi sembra che il portiere vada sull’uomo, probabilmente perché piazzato non benissimo tra i pali. In quella situazione la palla va presa alta ma Narciso era più vicino al primo palo che al centro della porta e quei due metri in più da percorrere nell’uscita gli sono stati fatali. Ma non dev’essere fatta una colpa al portiere; quelle che noi facciamo al termine della partita sono valutazioni con il senno di poi, davanti alla moviola e senza la fretta di dover decidere tutto in un attimo. Passando alle espulsioni a mio modo di vedere le reputo corrette, anche se su Sciannamé il direttore di gara poteva essere meno fiscale, un po’ perché il risultato era già acquisito, un po’ perché il Foggia era già ridotto in dieci uomini.

LE SQUALIFICHE – Contro il Chieti mancheranno ben quattro titolari per squalifica e andranno verificate le condizioni di Cavallaro. E allora? Cosa cambia? Non meno di una settimana fa io scrivevo su questo blog di porre molta attenzione all’Aversa e di non cullarsi delle tre squalifiche che avrebbe dovuto patire, perché i sostituti avrebbero messo più impegno dei titolari. Lo stesso discorso adesso varrà anche per noi. Chi subentrerà dovrà dimostrare di essere all’altezza dei compagni. Mi viene in mente una frase del grande Tommaso Maestrelli. Diceva: «Io devo curare più chi non gioca che chi gioca sempre. I titolari hanno il morale alto, gli altri, invece, vanno sostenuti per non lasciare che si demoralizzino». Sarà importante quindi caricarli al massimo, farli sentire migliori di coloro i quali andranno a sostituire, anche se magari in alcuni casi può non essere vero. Tutto serve pur di riprendere la marcia in campionato. Allora amici, prendiamoci questa sconfitta e facciamone tesoro per iniziare una nuova serie positiva. Solo in questo modo arriveremo al risultato a cui tutti puntiamo.

Il vostro Capitano
GIANNI PIRAZZINI

 

Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".

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