Strappare la classifica ma con umiltà

Strappare la classifica ma con umiltà


Pirazzini

DI GIANNI PIRAZZINI – Ben ritrovati amici tifosi del nostro Foggia. La squadra ha conquistato il suo ottavo risultato utile di fila, un filotto importante e prezioso. Il problema, però, resta la classifica. Speravo che una serie utile così lunga potesse definire meglio i valori, invece tutte le squadre sono racchiuse nel giro di pochi punti. Il doppio turno interno che ci propone il calendario è alla portata dei rossoneri e può darci una mano in tal senso.

Bisogna puntare all’en-plein ma senza sottovalutare l’avversario, perché queste gare sono le più pericolose. I cali di concentrazione sono dietro l’angolo, l’avversario allo Zaccheria mette sempre qualcosa in più, poi mancherà Giglio contro il Sorrento. Per fortuna dovrebbe rientrare Cavallaro. Sei punti in questo momento sarebbero a dir poco importanti. Permetterebbero al Foggia di fare un balzo in avanti e chissà, anche di dare uno strappo alla classifica. Ma occhio, i campionati non si decidono a dicembre, bisogna aspettare la primavera.

Il Foggia comunque sta dimostrando di essere all’altezza delle rivali. Alla vigilia delle gare contro Ischia, Cosenza, Messina e Casertana tutti erano spaventati e intimoriti. Eppure i rossoneri mi sono sembrati superiori a tutte. Forse solo il Cosenza è apparso allo stesso livello.

La condizione fisica è ottimale, quasi al 100%. La cosa mi preoccupa un po’ perché non vorrei che accadesse il contrario di quanto visto lo scorso anno, quando vedemmo un girone di andata così così e un ritorno ad alti livelli. Tenere certi ritmi non è facile. Il periodo buio arriverà e bisognerà saperlo gestire limitando i danni. Poi ci saranno i campi pesanti come quello di Caserta e non sarà facile per il Foggia che ama giocare in velocità ed ha calciatori gracili.

Domenica arriva il Sorrento. Lo affrontammo nel 1971/1972 allo Zaccheria e vincemmo 3-0 con reti di Saltutti, Rognoni e Maioli. Servirà molta concentrazione per avere la meglio dei costieri. Riaprirà la Curva Nord ed è un bene per il Foggia. Una maggior affluenza di pubblico garantirà un maggior afflusso di denaro. Poi serve anche a riempire di nuovo lo stadio. Per me che l’ho visto sempre pieno è un colpo al cuore vederlo vuoto.

Purtroppo i tempi sono cambiati. Le televisioni permettono di assistere alle partite dal divano di casa. Andare allo stadio in Italia è diventato pericoloso, a momenti non si può neanche esultare. I genitori non portano più i figli e questo è un pericolo per il calcio. Io mi sono appassionato a questo sport perché mio padre mi portò allo stadio. Se questo rito non si perpetra i ragazzi si innamorerebbero di altro, anche perché oggi i motivi di svago sono molteplici rispetto a quelli che avevamo ai miei tempi.

Ma nel calcio di oggi accade di tutto. Predente ad esempio il caso Salernitana – Nocerina. Quando giocavo io i tifosi erano pressanti, facevano anche la voce grossa, ma non minacciavano mai i calciatori. Si instaurava un dialogo. La partita più difficile che abbia mai disputato fu quella contro il Brescia, all’indomani dell’esonero di Cesare Maldini. La contestazione me l’aspettavo ma a fine partita quando due poliziotti mi hanno scortato alla macchina da un uscita secondaria mi sono sentito male. Per tutta la stagione sono uscito da quel varco di Viale Ofanto, tranne l’ultima domenica, a promozione ottenuta.

In chiusura, amici, vorrei ricordare una persona scomparsa nelle ultime ore. Matteo Amoruso è stato un ragazzo speciale. Si è sempre ricordato di me, dagli auguri nelle festività ai momenti di crisi del Foggia. Quando c’erano cambiamenti in atto ci sentivamo sempre via messaggio. Aveva un grande rispetto nei miei riguardi, ricordo che una volta era particolarmente agitato e lo bloccai abbracciandolo. Lui quasi si stupì della mia forza. Quando c’era qualche protesta in mia presenza bloccava tutto perché diceva che davanti a me non si poteva non avere rispetto. La sua morte è una perdita importante per la tifoseria e per la società. Era un grande mediatore.

 

Il vostro capitano
Gianni Pirazzini

 

Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".

Potrebbero interessarti

Leave a Reply