Lo Zaccheria e la favola del Castel di Sangro

Lo Zaccheria e la favola del Castel di Sangro


RuggieroAlborea

DI RUGGIERO ALBOREA – Ciao a tutti, ben ritrovati con l’ennesimo risultato utile da parte del Foggia, sempre più lanciato nelle zone alte della classifica. Questa settimana, allo Zaccheria, è il Castel Rigone a doversi arrendere, sconfitto per 2-1 dalla squadra di Padalino grazie a una doppietta di Giglio e a un rigore parato da Narciso, vistosamente colpevole sul primo gol.

In settimana si era parlato molto dell’avversaria di giornata, la squadra di una piccola borgata umbra di appena 406 abitanti, alla prima apparizione fra i professionisti. Il pensiero, per chi ha seguito il calcio italiano a metà degli anni Novanta, non può non essere andato a un altro “Castello”, divenuto famoso per una promozione in serie B che ha reso immortale la sua favola. Oggi il nostro viaggio “A spasso nel tempo” ci porterà indietro di 17 anni, ma non ci farà spostare nello spazio. Perché oggi parleremo di una partita disputata proprio allo stadio Zaccheria il 22 giugno 1996: la finale dei playoff di serie C1 girone B del campionato 1995-96 fra Ascoli e Castel di Sangro, spareggio per la promozione in serie B.

Il Castel di Sangro è la squadra di un piccolo paesino dell’entroterra abruzzese, 5.500 abitanti in provincia dell’Aquila, ed ha già raggiunto il punto più alto della sua storia calcistica nel 1995, quando, vincendo la finale playoff di C2 contro il Fano, ha conquistato la promozione in C1. Ma la squadra guidata da mister Osvaldo Jaconi non ferma la sua corsa e nella stagione successiva si classifica al secondo posto nel girone B di terza serie, qualificandosi per i playoff. Nella semifinale contro il Gualdo avviene il primo miracolo: sconfitto per 1-0 in trasferta, il Castello conquista l’accesso alla finale con un gol di D’Angelo all’ultimo minuto di gioco; e dire che il difensore abruzzese sedeva in panchina ed era entrato in campo solo un paio di minuti prima al posto di Bonomi, idolo della tifoseria locale, forse per tentare di sfruttarlo nelle mischie finali. Fatto sta che la sorprendente mossa di Jaconi si rivela vincente e così i giallorossi accedono alla finale che può portarli nella cadetteria. Di fronte troveranno il blasonato Ascoli, che fino a pochi anni prima militava addirittura in serie A; in caso di parità la partita si protrarrà fino ai tempi supplementari ed, eventualmente, ai rigori. La sede prescelta per la finale è lo stadio Pino Zaccheria di Foggia.

Ed eccoci al 22 giugno, ore 16,30, un afoso sabato pomeriggio di 17 anni fa. Lo scenario è simile a quello che possiamo vedere nelle partite di questi anni: la Tribuna Est è chiusa, giornalisti e dirigenti siedono in Tribuna Ovest mentre le due curve ospitano le due opposte tifoserie: i supporter marchigiani occupano per intero la Sud, mentre la parte centrale della Nord accoglie gli abruzzesi, in numero nettamente inferiore. La partita vede uno sterile predominio del Castel di Sangro, che controlla il centrocampo grazie a un ottimo Alberti e si rende pericoloso in avanti con le incursioni di Bonomi, Martino e Prete; di contro l’Ascoli non riesce a essere incisivo in attacco, pur potendo schierare come centravanti Walter Mirabelli, capocannoniere del campionato con 22 reti all’attivo.

Si va ai supplementari, ma l’emozione più grossa la regala ancora una volta il geniale – e un po’ folle – mister Jaconi, quando al 119′, ovvero a 1 minuto dagli ormai inevitabili calci di rigore, decide di effettuare la terza sostituzione a sua disposizione: a questo punto, un allenatore “normale” utilizzerebbe l’ultimo cambio per togliere un difensore e mettere un giocatore più tecnico, magari da impiegare nella serie finale dagli 11 metri. Osvaldo Jaconi, invece, stupisce tutti: fuori il numero 1, Roberto De Iuliis, dentro il secondo portiere, il 33enne Pietro Spinosa che in campionato non ha disputato neppure 1 minuto di gioco. De Iuliis non la prende certo bene, esce senza neppure salutare il compagno e urlando di tutto contro il suo allenatore.

La porta designata è quella sotto la Curva Nord, proprio davanti ai supporter abruzzesi. I 2 portieri che tenteranno di diventare protagonisti sono appunto Pietro Spinosa per il Castel di Sangro e Mauro Bacchin per l’Ascoli; quest’ultimo, appena 2 anni prima, era il portiere di riserva di Franco Mancini nel Foggia, in Serie A, autore del clamoroso errore che aveva precluso ai satanelli l’accesso alla Coppa UEFA. I primi 2 tiri vanno a segno, poi proprio Claudio Bonomi, l’uomo simbolo del Castello, coglie la traversa; le trasformazioni si susseguono con Spinosa che non riesce a indovinare neppure la direzione dei tiri avversari. Al quarto tentativo dei bianconeri, giunge, provvidenziale per gli abruzzesi, l’errore di bomber Mirabelli, che calcia incredibilmente fuori un rigore importantissimo. Sul punteggio di parità, le 2 squadre non sbagliano più. Gol, gol, gol, gol, gol… Il quattordicesimo rigore lo calcia, per l’Ascoli, Manuel Milana…può essere determinante, in caso di errore il Castello sarebbe promosso. E proprio sul rigore decisivo Spinosa compie la parata più importante di tutta la sua carriera: si allunga alla sua destra e respinge la conclusione del centrocampista ascolano. Non fa in tempo ad alzare le braccia al cielo che viene raggiunto dagli altri calciatori abruzzesi; il primo ad abbracciarlo è proprio il portiere titolare De Iuliis che, calmato dai compagni di squadra, aveva assistito insieme a loro alla vittoriosa lotteria dei rigori. La favola del Castel di Sangro è compiuta: la serie B è raggiunta con un rigore parato sotto la Curva Nord dello Zaccheria, la stessa che ieri ha visto protagonista il portiere rossonero Narciso.

Il Castel di Sangro ha poi disputato 2 campionati in serie B, togliendosi anche qualche soddisfazione, come la vittoria nel derby col Pescara che gli ha garantito la salvezza nel giugno 1997. Al termine della stagione 1997-98 è ritornato in terza divisone, prima di dichiarare fallimento nel 2005 e scomparire definitivamente nel 2012, sostituito idealmente dalla nuova società del Castello 2000, oggi nel campionato di Promozione. Molti dei giocatori protagonisti della scalata sono ora allenatori nelle categorie giovanili o dilettantistiche, Pietro Spinosa è diventato allenatore dei portieri (la stagione scorsa al Chievo Verona), mister Jaconi ha conquistato ancora altre promozioni con Savoia, Livorno e Civitanovese. Dell’impresa della piccola squadra abruzzese oggi resta un libro dal titolo emblematico scritto dal giornalista americano Joe McGinniss: “Il miracolo di Castel di Sangro”!

 

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