L’aeroplanino Cavallaro

L’aeroplanino Cavallaro


Peppino

DI GIUSEPPE BALDASSARRE – Con le note vicende del mancato allungamento della pista del Gino Lisa, l’unico aeroplanino che decolla da FOGGIA è quello dell’esultanza di Giovanni Cavallaro, nuovamente in testa alla classifica dei cannonieri ex aequo con l’altro miglior calciatore del girone quel Dimas del Teramo e con Tranchitella del Castel Rigone, il quale a differenza di Cavallaro se è costretto a ripetere un calcio di rigore appena trasformato lo sbaglia. Cavallaro invece no. Ma Cavallaro non è solo il rigorista del FOGGIA, egli è il vero trascinatore di questa squadra, è colui il quale con le sue giocate crea scompiglio nelle retroguardie avversarie e spesso dispensa auree assistenze ai propri compagni. Prova ne è la rete di Venitucci, con il buon Dario bravissimo ad accorrere in area di rigore avversaria, ben sapendo di poter ricevere il pallone proprio là e di doverlo solo accompagnare in fondo al sacco. Il FOGGIA in zona promozione è anche frutto di queste cose testè significate. Col Sorrento si doveva vincere e la vittoria è arrivata, anche se con tanta sofferenza e con la vita complicata da un’assurda incursione di nove uomini in contemporanea nell’area avversaria al 25° minuto. E’ bastato un contropiede ai sorrentini per infilare la sguarnita difesa rossonera. Per non parlare del rigore loro regalato in superiorità numerica e con in allegato un rosso a D’Angelo, ora squalificato per un turno, giusto per creare un grattacapo in più a Padalino per la composizione della difesa contro il Castel Rigone. Quel che è peggio è che col 2-2 il FOGGIA avrebbe perso ben 2 punti in classifica. Poi come già asserito Cavallaro e Venitucci hanno posto rimedio. Guarda caso anche a Teramo il FOGGIA subì la rete del raddoppio in superiorità numerica. A proposito di Teramo, occorre ricordare e ribadire che se il FOGGIA è in serie positiva di risultati utili è solo perchè non ha giocato col Teramo alla settima ed all’ottava giornata. Va però detto, ad onor del vero, che si ha l’impressione non tanto campata in aria che il FOGGIA è secondo solo ai teramani in questo campionato. D’accordo siamo solo ottavi e prima di battere il Sorrento lo eravamo solo per differenza reti, mentre ora esiste un minimo vantaggio di due punti sulla nona. In pratica da stare sull’uscio siamo entrati dentro ma la porta dietro di noi non si è ancora richiusa. Ecco perchè fuor di metafora urge ripetersi col Castel Rigone allenato dal bravissimo Fusi, ma orfano di Vicedomini, che tanto per dare un’idea ai nostri affezionati lettori gioca meglio del bravo Quinto. Controprova di ciò che affermiamo quel FOGGIA-Taranto 1-2 del campionato scorso, con l’umbro a vincere quasi tutti i contrasti a centrocampo. Ma anche allora da una sconfitta casalinga nacque una serie ininterrotta di risultati utili con uno 0-0 a Trani che vale quello di Melfi di oggi. Tornando alla classifica vera cartina di tornasole e Cassazione per tutte le chiacchiere da locale di mescita, comprese le nostre, è vero che è un campionato anomalo, è vero che è sufficiente l’ottavo posto per vincere, è vero che il FOGGIA da qualche settimana è ottavo e quindi non deve inseguire ma essere inseguito e vincendo diventa come un telefonino spento cioè irraggiungibile, ma è altrettanto vero che al punto in cui siamo solo il FOGGIA può perderlo questo campionato. Per un attimo ragioniamo per assurdo. Facciamo finta che sia un campionato normale senza riforma. Primi nè lo siamo, nè meritiamo di esserlo rispetto al Teramo. Poi però in un torneo normale il quinto posto vale gli spareggi promozione. Ebbene siamo sinceri, dopo un terzo di stagione il FOGGIA le ha o non le ha le potenzialità per arrivare quinto? Certo che le ha, anzi se aggiusta la difesa può arrivare tranquillamente secondo. Voi direte state perdendo tempo a scrivere cose astratte, eh no, cari ed affezionati lettori. Bisogna essere lungimiranti. L’obiettivo è la C UNICA. Una volta raggiunto, il nuovo traguardo per il 2015 sarà la permanenza in terza serie. Ordunque ne retrocederanno o tre o quattro a seconda che la D sarà di nove o dodici gironi. Promossi da secondi ci porteremmo con noi altre squadre inferiori a noi ed avremmo già un piccolo credito diciamo formativo che altri non avrebbero. Ma tornando alla realtà il difensore ci vuole, caspita se ci vuole. Lì davanti occorre Giglio, ma quello c’è! E quando si rientra da squalifica si rientra integri, non è come quando si rientra da un infortunio. Occorre solo continuare a vincere per restare in zona promozione, per costringere per esempio l’Ischia a fare la corsa su qualcun altro. Hic manebimus optime!



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