Ora serve vincere!

Ora serve vincere!

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PeppinoChe a Teramo si potesse perdere era preventivabile, che da Piano dell’Accio (in italiano credo sia Piano del Sedano…) dovessimo uscire umiliati mai l’avremmo immaginato. Pur non perdendo di goleada contro la finalista dello scorso anno, non siamo mai entrati in partita, mai stati competitivi, quasi mai giunti primi sul pallone ed addirittura trafitti per la seconda volta in superiorità numerica. Purtroppo è andata così. La sconfitta ci può stare, anzi se il FOGGIA vuole arrivare ottavo ne deve perdere altre sette di partite sulle 32 rimaste, preferibilmente non ora, perchè dobbiamo risalire la classifica che oggi ci vede tra le retrocedende. Già di per sè la difesa a 3 è ad alto rischio, specie se sulle fasce non si copre, ma a sinistra poteva mai Cavallaro trasformarsi in terzino? Non a caso abbiamo citato la fascia mancina del campo, lì Dimas ha fatto il comodo suo e nell’azione del vantaggio abruzzese abbiamo notato ben 3 gravi manchevolezze in pochissimi minuti secondi di giuoco: 1) Agostinone perde palla con superficialità. 2) Nessuno copre la fascia sinistra: Cavallaro è lontano, Agostinone è fuori causa avendo perso palla all’interno, Loiacono ansima alle spalle del brasiliano, nessuno degli altri centali fa la diagonale. 3) Il pur bravo Micale si fa impallinare sul suo palo, come accadde a Zoff ai mondiali dell’82 sulla rete di Socrates. Se a questo aggiungiamo che subire la rete dello svantaggio a pochi minuti primi dal riposo solitamente fiacca il morale di una squadra il quadro clinico è completo! Sappiamo e conosciamo a memoria tutte le attenuanti e le giustificazioni del caso. Anzi la società è stata chiara: partiamo e se a novembre siamo molto indietro interveniamo sul mercato degli svincolati di qualità. Pienamente d’accordo. ma perdurando l’indisponibilità di Quinto, il diesse Di Bari creca un mediano. Intanto ci chiediamo può una squadra di quarta serie essere Quinto dipendente, manco fosse Pirlo o Montolivo ed inoltre quando tornerà disponibile il buon Marcello sarà in grado di reggere sulle sue spalle tale e tanta responsabilità? Ad inizio del campionato 68/69 partimmo senza Garzelli infortunatosi in Coppa Italia, al suo rientro dopo un bimestre tutti giocatori compresi aspettavano i miracoli da questo infaticabile cursore che fece comunque la sua parte. Di mediani ottimi ne abbiamo avuti a iosa ad esempio Nevio Scala vera diga davanti alla difesa, Antonio Manicone che aveva una visione di giuoco stupenda, Gigi Di Biagio che oltre a racchiudere in sè il meglio di Scala e Manicone aveva centimetri in altezza più dei testè citati, segnava da lontano con un tiro al fulmicotone, segnava in area di rigore di testa ed all’uopo si trasformava in difensore centrale, insomma il meglio del meglio che abbiamo avuto. Da notare che tutti e tre sono diventati allenatori importanti, per quei dieci lettori che non lo sapessero Manicone dopo aver allenato la Primavera dell’Inter è il secondo di Pecktovic alla Lazio. E allora vuoi vedere che è proprio l’allenatore in campo che ci manca, un metronomo di centrocampo che sappia dettare i tempi e soprattutto urlare al compagno di squadra che in fase di non possesso deve presidiare meglio la fascia? Vedremo chi arriverà. Nel frattempo arriva il Vigor Lamezia capolista in condominio col Melfi perchè aiutato dal calendario ed in condominio col Cosenza vero battistrada con tutti gli onori per aver vinto a Caserta. La chiamano la Vigor Lamezia, noi riteniamo sia più corretto il Vigor Lamezia poichè Vigor, vigoris in Latino non è al femminile. Al di là della grammatica con loro gioca un certo Mangiapane, uno spilungone esperta mezz’ala sinistra che ricorda molto Antognoni per il suo modo di giocare con la testa alzata. FOGGIA avvisato, mezzo salvato. Padalino vuol continuare con la difesa a 3, ma per lo meno sfoltirà il centrocampo riportandolo a 4 e schiererà i 3 attaccanti in modo da avere Cavallaro più fresco e lucido negli ultimi venti metri, senza spomparlo in inutili ripiegamenti. Certo la difesa a 4 offrirebbe maggiori garanzie, ma si gioca in casa ed il pubblico deve aiutare la squadra che attraversa un momento delicato. Giglio si allena con scrupolo, un pò come il suo coetaneo Totti. Sono professionisti intelligenti che sanno bene che il lavoro paga. Anche Del Piero, Paolo Maldini e Zanetti sono arrivati a giocare ad alti livelli nel secondo lustro della trentina perchè non hanno condotto fuori dal campo la vita di Adriano. Ora con un centrocampo a 4 ci auguriamo che Agnelli stia dieci metri dietro Venitucci. Costui non può essere riproposto come vice Quinto. Venitucci è un buon tre quartista da non sacrificare in difesa, anzi basterebbero solo due punte larghe davanti a lui per avere il meglio da Venitucci. Ricorderete la forbice di Mondino Fabbri al Torino: Graziani e Pulici larghi di punta e Claudio Sala a fare da fulcro al centro alle loro spalle. Male non andarono, ma ci pensò poi Gigi Radice a mettere le cose a posto. Riportò a destra il poeta Sala, con Graziani centrattacco e Puliciclone ala sinistra. Vinsero lo scudetto 27 anni dopo il Grande Torino, ma attenzione le mezze ali si chiamavano Pecci e Zaccarelli. Se hai Licata e Agostinone dove ti presenti? Speriamo di battere i lametini, serve per il morale, per la classifica, per riportare il Vigor con i piedi per terra. Ora non serve giocar bene, per quello c’è tempo! Ora serve vincere e basta!

PEPPINO BALDASSARRR

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Biografia Autore

Domenico Carella

Direttore di Foggiasport24.com - Giornalista del Corriere del Mezzogiorno (dorso del Corriere della Sera) e conduttore della trasmissione social "4 Amici al bar", in onda tutti i lunedì su youtube e i maggiori social network. Autore dei libri "Diavolo di un satanello", "E il diavolo ci mise la coda", "GI4NNI PIR4ZZINI, una vita da capitano" e "Foggia - Inter 3-2, 31 gennaio 1965, l'impresa degli eroi di Pugliese".