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21 Aprile 2021
A Pelle... Blog Foggia Calcio

Chiudere il cantiere, please…

Pelle

ROBERTO PELLEGRINI – Calma e sangue freddo… Con la sua formula che si sostanzia alla stregua di una roulette russa -nove promozioni nella futura C unica, altrettante retrocessioni…- il campionato di Seconda divisione invita a mantenere nervi saldi e grandissima capacità di autocontrollo sin dalle prime battute. Non è solo il caso del Foggia e delle squadre che, sfortunatamente per loro, si trovano ad occupare la colonna di destra della classifica dopo i primi 360’. Potrebbe presto accadere anche a quelle, più fortunate -più o meno nobili o favorite dal pronostico- che dovessero ritrovarsi in siffatte posizioni tra qualche domenica, giacché la graduatoria sarà fisiologicamente destinata a mutare.

Bisogna imparare ad affrontare ogni gara con spirito libero e determinazione feroce. Trovando una giusta sintesi: nella convinzione, cioé, che 90’ non decidono nulla nell’immediato ma allo stesso tempo potranno incidere in modo persino determinante alla resa dei conti. Come dire ? Servirebbe un approccio in qualche modo sbarazzino per liberare le proprie potenzialità e sorprendere gli avversari, ma anche sufficientemente controllato per evitare rischi esagerati e passi falsi. Facile, a parole… In realtà tutto dipende dagli equilibri di squadra. Non solo tecnico-tattici, ma anche e per certi versi (soprattutto) psicologici. Quegli equilibri complessivi che Pasquale Padalino sta cercando in ogni modo di restituire al suo Foggia, nell’auspicio che il peggio sia già e definitivamente alle spalle.

All’apparenza, almeno a giudicare dalla prova di Melfi, sembra proprio che la fase difensiva sia stata rimessa a posto per interpreti e spartito, con aggiustamenti necessari anche se forse in ritardo di almeno una domenica: ad esempio il rientro di Loiacono (opportunamente a destra) e lo spostamento a sinistra di Filosa. Ottimo l’esordio del portiere Narciso, senza nulla togliere a Micale che è un ragazzo in gamba e… “si farà”. Certo, nonostante gli otto punti già rastrellati in classifica, i lucani non sono sembrati il Real Madrid; anzi, “a pelle…”, ho l’impressione che siano destinati a perdere parecchio terreno nel prosieguo della stagione e rischino di essere seriamente candidati -a meno di correttivi nel mercato di gennaio, magari mi sbaglio- a lottare fino all’ultimo per non tornare dopo diversi anni in serie D. Ma non per questo va sminuita la prova del Foggia. Che, ripeto, ha convinto nella fase difensiva, ma va assolutamente sistemato in quella offensiva: Giglio e Leonetti non si sbloccano ancora nè ricevono adeguati rifornimenti, Zizzari (non è mai stato un goleador) non ha ancora trovato forma, posizione e intesa con i partner avanzati, Cavallaro ha una marcia in più rispetto a tutti ma a volte non parla ancora la stessa lingua dei compagni (oppure l’inverso?). E allora, non si può incaricare l’inesauribile Agnelli -grande avvio nel mezzo, insieme a Quinto- anche di cercarsi la buona sorte quando tira dalla distanza…

Attenzione, la trasferta sul campo del Tuttocuoio è davvero delicata. Non deciderà le sorti della stagione, ma influenzerà la classifica e lo spirito in casa rossonera per almeno sette giorni. O forse di più. E poi diciamola tutta: ad oggi, rappresenta un confronto diretto nei bassifondi della classifica tra squadre ancora alla ricerca della prima vittoria. Perciò, sia per gli avversari che per i rossoneri, il match reca un coefficiente di difficoltà non di poco conto sul piano mentale. Domenica, il Foggia si ritroverà di fronte una rivale che ha ugualmente bisogno dei tre punti per rilanciarsi realmente. Nella consapevolezza che un pareggio potrebbe non bastare, dal punto di vista degli umori. Certo, Padalino si preoccupa soprattutto della prestazione che i suoi sapranno sfornare. Ma l’intero gruppo dovrà essere consapevole dell’importanza del risultato. Cioè della vittoria da perseguire per invertire realmente la rotta incerta e negativa dell’avvio.

Roberto Pellegrini

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