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4 Dicembre 2021
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Il Foggia e le sue colonne

PelleSta per iniziare l’avventura. Forse, alla luce della quasi centenaria storia rossonera, non sarà la più emozionante in termini di contenuti e di militanza. Ma di sicuro contiene la gioia della rinascita, sottolineata dall’allenatore Pasquale Padalino in conferenza stampa pre Aprilia. Un’attestazione sincera, condivisa e messa in evidenza anche dal d.s. Beppe Di Bari, che ho sentito all’anti vigilia del campionato per “La Gazzetta dello Sport”. Ecco, nella sincera partecipazione emotiva dei due cardini dell’area tecnica, c’è molto della fatica e della storia della ripartenza del Foggia. Insieme a soci e dirigenti della prima ora meritano tutti di giocarsi per bene e fino in fondo questa piccola, grande chance tra i professionisti. Semplicemente per il fatto che hanno scommesso sulla propria pelle nelle calde giornate dell’estate 2012, quando il pallone rossonero si era sgonfiato e rischiava davvero di rotolare solo sui campi polverosi della Terza categoria.

Padalino e Di Bari. Di Bari e Padalino. Due ruoli ben diversi, rispetto a quelli -fortunati- quando erano colonne della Zemanlandia più irripetibile. Uno dietro la scrivania, l’altro in panchina. Responsabilità diverse eppure entrambe apicali, ciascuna nel proprio ambito. Ma destinate a intersecarsi, nella speranza di produrre il massimo risultato. Un rapporto in ascesa, rafforzato dalle difficoltà della scorsa stagione; da momenti non semplici, un paio dei quali persino a un pelo dalla rottura del progetto (prima di Battipaglia; a fine campionato). Momenti di confronto, per crescere e per guardarsi dentro ancora meglio, nonostante una conoscenza ultra ventennale. Onor di cronaca mi impone di ricordare che, nelle settimane di riflessione di Padalino, Di Bari è quello che più ha insistito sulla necessità di confermare l’ex figlioccio di Vittorio Cosimo Nocera. E di crederci, non chiudendo mai le porte del ripensamento da parte del tecnico. Fino a quando non ha prevalso la voglia di portare avanti un progetto condiviso che spera di continuare a ritagliarsi spazio nella storia rossonera.

Ecco, a poche ore dal match che riconsegna il Foggia alla vecchia serie C e chiude a doppia mandata il brutto sogno tra i dilettanti, mi piace l’istantanea che lega d.s. e allenatore. Dentro i sacrifici societari e le palpitazioni dei tifosi, la coppia Di Bari-Padalino è chiamata a dare il meglio di se e a blindare il Foggia tra le prime otto del girone. Non sarà semplice, considerata la prevedibile strenua lotta per evitare retrocessioni e playout. In questo senso, invece di sparare subito gli ultimi colpi sul mercato e “frusciarsi” il relativo budget, forse servirà attendere qualche gara per capire dove la squadra necessiterà di rinforzi e completamenti. Gli svincolati abbondano e, alcuni, sono davvero di ottima qualità. Quanto alle valutazioni, beh, quelle spettano ai tecnici. Che valutino e decidano. A noi, spetterà la critica.

Roberto Pellegrini

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